lunedì 12 febbraio 2007

Oltre liberalismo e socialismo?

In questi anni possiamo affermare che le conquiste sociali degli ultimi decenni sono state eccezionali, riguardo le conquiste politiche invece abbiamo ancora da fare. Il punto è questo: con tutte le vittorie nel campo sociale, l’umanità non è riuscita a compiere quella emancipazione socio-economica che la renderebbe libera da qualsiasi sistema di potere. Infatti in questo inizio millennio ancora sento parlare, discutere, litigare persone sul vecchio conflitto ideologico e politico “liberalismo contro socialismo”; da entrambe le dottrine sono nate molteplici varianti, tra le quali anche estremizzazioni di esse: vedere il capitalismo occidentale per il liberalismo o il comunismo d’acciaio per il socialismo; in entrambe vi sono anche perenni discussioni interne, cioè non possiamo parlare di un unico socialismo come non potremmo farlo per il liberalismo.
Entrambe vengono concepite basandosi sul sistema industriale, ed entrambe commettono lo stesso errore, anche se da punti di vista diversi, non concepiscono l’individuo e la società come parti complementari del medesimo sistema, sappiamo che il liberalismo mette l’individuo al centro di tutto allontanandolo o estraniandolo dalla complessità della comunità mentre il socialismo schiaccia l’individuo a favore della società proiettandosi verso l’autoritarismo per attuare ciò.
Purtroppo sono filosofie politiche che non prescindono dal potere, perché è la conquista di esso che permette loro di esistere o di continuare a soggiogare la società, ormai a livello mondiale. Ma il concetto di potere è legato al concetto di proprietà, essa non è che un furto legalizzato, e se non si nota questa evidenza non vi è neanche bisogno di spiegarlo (Proudhon); nel momento in cui sono proprietario di un mezzo o di un edificio, si parla guardando alla produzione non al privato, la legge mi dà il diritto d’abusare di esso. Il proprietario di un’industria paga dieci operai per produrre cento unità di un prodotto nell’arco di un mese, una volta prodotti li rivende, e siccome questa vendita gli fornisce una bella rendita abbassa il livello di produzione, facendo a meno di tre operai; ora urge una riflessione: se avesse pagato un solo operaio, e non dieci, con una paga dieci volte superiore, nell’arco di un mese quell’operaio sarebbe riuscito a produrre cento unità? Penso di no, ed ecco che si manifesta l’abuso del proprietario dei mezzi di produzione, perché esso pagherà sempre meno il proprio operaio rispetto a quello che la merce gli ha fatto guadagnare. Comunque questo esempio può facilmente essere scambiato per una rappresentazione della teoria marxista riguardante il plusvalore, a mio avviso corretta, anche se personalmente volevo mostrare come l’individuo e la società debbano considerarsi complementari, infatti la produzione di un bene o l’offerta di un servizio hanno bisogno dell’individuo capace in quel settore, ma da solo l’individuo non sarà capace mai di offrire quello che una comunità, un insieme d’individui con regole d’uguaglianza, sarà capace di offrire, quindi il proprietario non paga ai singoli il valore del lavoro dovuto alla loro unione. In sintesi la società dovrebbe iniziare ad organizzarsi in comunità che possano vivere e sussistere fra di loro senza l’aiuto di una figura istituzionale preposta al mantenimento del potere e della proprietà, e cominciare ad abbattere il potere politico rivoluzionando l’economia dal basso.
Ovvio è il fatto che questo non sia facile d’attuare, ma se a cambiamenti forti la stessa attuale società è poco incline, una trasformazione pacifica come un’evoluzione economica dal basso non dovrebbe piacere a pochi.

4 commenti:

  1. Si pecca di superficialità se si confonde il Capitalismo di Stato (per es. ex URSS) con il Socialismo (ancora da realizzare). :-/

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  2. ok...sono stato frettoloso e impreciso ad esprimere un concetto, e rileggendolo anche scritto male; non confondo il capitalismo di stato con il socialismo, ma al capitalismo di stato ci s'arriva dopo aver guidato le masse in una rivoluzione che si prefiggeva il socialismo come risultato...non so se sono riuscito a spiegarmi meglio

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  3. La storia ha ampiamente dimostrato che con la guida di una élite non si arriva al socialismo.

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    http://worldsocialism.blog.excite.it

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  4. concordo...riguardo il legame fra èlite e socialismo

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