martedì 30 gennaio 2007

FORZA "ZOO" di 105

LO ZOO di 105 e' il primo programma radiofonico italiano e sta per essere chiuso dalla censura

Salviamo LO ZOOOOO di 105 !!!!!!!!
Salviamo LO ZOOOOO di 105 !!!!!!!!
Salviamo LO ZOOOOO di 105 !!!!!!!!




vi prego diffondete:
http://www.petitiononline.com/mazzoli/petition.html
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To: Direzione di Radio 105

Noi del C.A.Z ( Comitato Ascoltatori dello Zoo ) chiediamo che la direzione di Radio 105 di riprendere in esame la decisone di annulare il programma "Lo Zoo di 105" poichè crediamo fermamente nella libertà della parola. Il programma deve rimanere come è sempre stato, senza cambiamento e compromesso alcuno.

LO ZOO LIBERO!

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Lo ZOO è qualcosa da tenere, da salvaguardare; e come si può lasciarli soli...chi ci farà RIDERE, ma di cuore...qualcuno ci s'inca**a... (:-))))))))

e perchè?...il padrone se ne vergogna...

FORZA ZOO

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LO ZOO LIBERO!

domenica 28 gennaio 2007

Divertiamoci ogni tanto...

Ogni tanto è anche giusto essere un po' superficiali, tant'è che penso proporrò ogni domenica un paio di giochini flash, sempre che non ci sia qualcosa di più importante.


POKER




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EVANGELION-PACMAN




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sabato 27 gennaio 2007

Memoria per tutti e tutto

Oggi si ricordano le vittime dell'olocausto, chi scrive non è nè su posizioni negazioniste nè mette le mani sul fuoco sul numero di 6.000.000; penso che non si possa negare la Shoa tanto quanto non si possa essere sicuri riguardo alla cifra tramandata nei decenni.
Di una cosa sono sicuro: qualcuno ha saputo sfruttare per questioni politiche-economiche la vicenda.
Penso anche che sarebbe giusto istituire un "giorno della memoria" per ogni comunità vittima di crimini, ma per questo sappiamo che non basterebbero i canonici 365 giorni dell'anno.

Comunque per l'occasione voglio mostrare un videoclip "estremista" e provocatorio che ricorda come le angherie contro popoli sovrani sono sempre attuali, proponendolo senza aprire un dibattito politico, ma una riflessione umanitaria.

Alcuni fotogrammi potrebbero suscitare la vostra sensibilità, quindi avviate il filmato solo se maggiorenni e pronti ad alcune scene forti.


Palestina

mercoledì 24 gennaio 2007

Conflitto d'interessi del popolo

Sarebbero molti i conflitti d'interessi che si dovrebbero risolvere, o almeno iniziare a discuterne, perchè vanno inesorabilmente a colpire i nostri diritti.
Il problema principale sta nel fatto che questi conflitti non si possono risolvere, perchè il popolo stesso ne è invischiato, è complice, consapevolmente o no, di malcostumi diffusi; il nostro popolo sa che la nostra ricchezza deriva dalla povertà di altri, altri di paesi lontani; anche se terribilmente non mancano casi di povertà nella nostra società.
Non scandaliziamoci ad affermare che certi stili di vita, o il possesso di alcuni beni e/o servizi, ad esempio un pc connesso al web, facciano parte di una nostra necessità, come lo sarebbe l'acqua potabile in alcune zone del mondo.
E allora qual è il nostro conflitto d'interessi? E' l'essere inermi e complici di questo sistema quando sappiamo che con la conoscenza, acquisita su diversi settori, potremmo accelerare un miglioramento della vita di quei paesi abbandonati dalla Provvidenza, al punto tale da non esser più principale per loro il problema della fame, ma quello dell'adsl, e normalizzare, a ritmo d'uomo e non di robot, l'andamento della nostra società.
La stessa complicità, non sono che i nostri scheletri nell'armadio, frena il popolo ad avviare una nuova era, certamente l'augurio è per una migliore, che può avere inizio solo con l'ennesimo movimento popolare, che, carico di odio e rabbia per il vecchio e speranze per il nuovo, travolga tutto e tutti e dopo la tempesta si fermi a riflettere sul da farsi, a riflettere su come si possa non tornare a parlare del conflitto d'interessi cercando di non commettere gli errori già fatti nella storia.

martedì 16 gennaio 2007

La futura sovranità

La generazione che ha combattuto la WW2 non c'è più, la generazione del 68' e del Boom sta passando e si fa realtà per la generazione del consumismo, i figli del benessere, chi è nato negli anni 80 per intenderci.
Quest'ultima generazione un giorno avrà il compito di riaggiustare le cose, o forse più drammaticamente, far rinascere qualcosa del paese dei poeti che fu.
Ma il compito è assai arduo, soprattutto se fra questi, vi è una sola minoranza interessata e decisa a capire come questa società, ed anche umanità, sta andando e andrà.
Non è facile per un giovane trovare la giusta idea in una civiltà dai contenuti ideolgici vecchi, obsoleti, tutte le dottrine politiche(Socialismo, liberalismo, nazionalismo e tutte le altre) ormai hanno sulle spalle i loro 2-3 secoli, e tra il tessuto sociale non vi è nulla di nuovo se non una malinconica tristezza per la ormai ovvia natura maligna dell'uomo.
Come l'illumismo segnò un passagio fondamentale per la storia dell'umanità, oggi lo stesso sta morendo lentamente nelle rinnovate guerre imperialistiche(cambiano i protaginisti, ma il palcoscenico è lo stesso). Nn ci s'accorge, e mi rivolgo soprattutto ai coetanei, che abbiamo il ruolo storico d'affermare un NUOVO pensiero, che escluda, il più possibile, le vecchie idee; e lo dobbiamo anche perchè consci che, se noi dovessimo fallire, quelli dopo di noi annegherebbero in un mare di falsità, ignoranza ed indottrinamento.
Lo dobbiamo perchè se non cambiano le cose non moriremo in un letto di una nostra comoda casa, ma tra le fiamme della natura vendicativa.
Lo dobbiamo per salvare ciò che di bello possiamo dare al futuro.
Lo dobbiamo per non credere che loro abbiano vinto
la guerra dell'indottrinamento.
Lo dobbiamo per dire un giorno che questa terra è nostra.
Lo dobbiamo per non pagar dazio con i nostri posteri.
Lo dobbiamo perchè ci stanno rubando il futuro.
Lo dobbiamo perchè dovremmo volerlo.

Dedicato a un demone

lunedì 15 gennaio 2007

Petizioni

Le cose vanno come vanno, chi sta male e chi sta bene, chi vuole cambiare qualcosa e chi si trova bene così, chi è per la violenza e chi no.
Se c'è qualcosa che possiamo fare tutti "democraticamente", è quello di firmare un paio, o anche tre, petizioni.

1)********************************
To: Governo Italiano - Italian Gov - Parlamento Italiano

I sottoscritti cittadini italiani,
iscritti regolarmente nelle liste elettorali del proprio Comune di riferimento, chiedono all'attuale Governo di

Rimuovere tutti gli Omissis e Segreti di Stato Esistenti fino alla conclusione della passata Legislatura connessi al reato di Strage, Criminalità Economica e Finanziaria, Terrorismo e Mafia, "Sicurezza Nazionale" ed in relazione ai rapporti con NATO e Qualunque Stato Estero.

In Particolare i sottoscritti cittadini Preannunciano la propria astensione (a mezzo scheda nulla o week-end di vacanza) alle prossime consultazioni elettorali di rilevanza nazionale, se ANCHE Questo Governo e questo Parlamento dovessero manifestare la tradizionale insensibilità nei confronti dei contenuti di questa petizione.

Sincerely,

Click here to sign petition


2)********************************

SPETT. GUARDIA DI FINANZA,
come cittadini dello Stato italiano, conoscendo il decreto legislativo n. 68 del 19/3/01 che prevede, in attuazione dei principi direttivi della legge n. 78/2000, la Vs. missione come Forza di polizia a competenza generale su tutta la materia economica e finanziaria,

SENTIAMO IL DOVERE DI RIFERIRE QUANTO SEGUE:

1. Nel bilancio della banca d’Italia si legge in passivo il valore nominale delle banconote emesse (vedi l’allegato n. 1 dell’interrogazione n. 4-02461 del 20/05/1995, Roma, in cui l’ufficio legislativo del ministero del tesoro, in merito alla causa Auriti n. 51521/94 del 24/06/94, tribunale di Roma, 1ª sezione civile del ruolo generale affari civili, specifica: "Per tutta la durata della circolazione, la moneta rappresenta un debito, una passività dell'Istituto di emissione e come tale è iscritta nel suo bilancio, fra le poste passive").

2. La lettura di bilancio della banca d'Italia spa è percepibile come un trucco nella misura in cui la posta in passivo di tale valore delle banconote, emesse in cambio di titoli di Stato, nasconde reddito percepito in nero e iniquamente: appropriandosi di un reddito che ammonta alla differenza fra valore nominale della cartamoneta e costo di produzione meccanografica della stessa (detto, appunto, reddito da signoraggio in quanto antico esercizio del potere del Signore di appropriarsi di risorse, attraverso emissione di moneta non convertibile, a corso legale, e sotto forma di debito) e non pagando su di esso (perché lo segna come passivo nel suo bilancio, cioè non come reddito percepito ma come debito da percepire) tassa alcuna (anche nel bilancio storico, cioè nel conto dei profitti e delle perdite della situazione patrimoniale del passato, non esistono voci del tipo “Proventi da cessione di banconote” relative al signoraggio esercitato, né alcun’altra voce attiva del signoraggio accumulato negli anni precedenti e non devoluto allo Stato. Figura invece una voce attiva "proventi da allocazione di banconote" ma di importo di gran lunga inferiore ai profitti da signoraggio accumulati e non devoluti, accompagnata da una voce passiva di pari importo per le "banconote in circolazione", significante banconote esistenti non depositate in banche o istituzioni simili, corrispondenti ad una frazione di M0 o massa monetaria di tipo zero).

3. Tale trucco si palesa necessariamente come truffa ai danni dello Stato italiano, innanzitutto perché l’Italia dovrebbe essere una repubblica, cioè una res pubblica, cosa pubblica, e non incorporare in sé società per azioni private con scopo di lucro come attualmente è l’istituzione denominata banca d'Italia, ed oltretutto perché questa istituzione, che si fregia del nome nazionale pur non essendo della nazione ma di privati, evade il fisco attraverso l’escamotage di appostare il reddito al passivo, cioè nascondendo il reddito percepito in nero.

IN BASE A QUANTO SOPRA, CHIEDIAMO

a) se l’estensione delle facoltà e dei poteri della Guardia di Finanza, riconosciuti per legge in campo tributario a tutti i settori in cui si esplicano le proiezioni operative della polizia economica e finanziaria;

b) e se la legittimazione della Guardia di Finanza a promuovere e sviluppare, come autorità competente nazionale, iniziative di cooperazione internazionale con gli organi collaterali esteri ai fini del contrasto degli illeciti economici e finanziari, avvalendoVi anche di dodici ufficiali da distaccare, in qualità di esperti, presso le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari,

* consentano alla Guardia di Finanza di pervenire all’ispezione della banca d’Italia e di tutte le banche emittenti degli Stati facenti parte dell'UE, risultanti viziate dal medesimo problema di evasione fiscale, non solo a danno dei singoli Paesi, ma della comunità europea stessa;

** oppure se, in caso contrario, le banche emittenti godano di immunità rispetto a Vs. eventuali indagini.

In fede
I cittadini sovrani
Click here to sign petition

3)********************************

PROPOSTA PER IL NUOVO CONTRATTO DI SERVIZIO RAI

"LIBERARE GLI ARCHIVI DEL SERVIZIO RADIOTELEVISIVO PUBBLICO"

"Vorremmo che tutto l'archivio RAI fosse sempre accessibile via Internet gratuitamente a scopo non commerciale per tutti gli individui."

Premessa

  • Le reti digitali pongono una nuova sfida al servizio pubblico radiotelevisivo: permettono a chiunque di avere accesso, nel momento e dal luogo da lui scelto, alle informazioni ed alle opere creative che desidera tra quelle disponibili attraverso le reti digitali. Questa possibilità offerta dalla tecnologia è un'occasione di crescita creativa e culturale per l'Italia, per gli Italiani e per tutti gli individui. E' quindi un obiettivo culturale e sociale fondamentale quello di mettere a disposizione di tutti gli individui contenuti liberamente utilizzabili per fini non commerciali.
  • La RAI deve raccogliere questa sfida assolvendo in modo pieno alla propria funzione di servizio pubblico e aggiornando la propria offerta di servizi alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia. La RAI infatti dispone di uno straordinario patrimonio di contenuti. Dal 1954, oltre 50 anni di storia d'Italia, di programmi, notizie, documentari, personaggi e opere d'autore che hanno formato e informato generazioni di italiani attraverso la televisione di Stato (quando monopolista) e il servizio pubblico sono tuttora in buona parte "chiuse" nelle Teche Rai.

Servizio pubblico, contenuti pubblici

  • Una parte importante di questi contenuti può già essere messa a disposizione degli individui perché la RAI detiene pieni diritti di diffusione attraverso le reti digitali di questi contenuti (o perché sono ormai nel pubblico dominio, o perché ha precedentemente acquisito dagli aventi diritto la facoltà di diffonderli e/o consentirne la modifica). L'OCSE ha recentemente riconosciuto l'importanza di mettere a disposizione di tutti gli individui contenuti pubblici. In Gran Bretagna, la BBC ha già percorso con successo la strada di mettere a disposizione dei cittadini britannici gratuitamente una parte dei propri archivi (attraverso licenze Creative Archives).
  • Il denaro pubblico speso negli anni per realizzare la preziosa collezione di contenuti della RAI, patrimonio culturale e memoria collettiva di tutti gli Italiani, trova la sua più nobile capitalizzazione nel mettere a disposizione di tutti gli individui quei contenuti.
    Al tempo stesso, il servizio pubblico potrebbe avere un ritorno sfruttando commercialmente i siti internet delle teche (Rewind, Raiclick, Techerai) e offrire servizi per esigenze specifiche.
  • Chiediamo pertanto che, attraverso il nuovo Contratto di Servizio, la RAI adotti le misure più adatte per raggiungere lo scopo di mettere a disposizione di tutti gli individui, gratuitamente, il proprio archivio col fine di consentire, a qualunque individuo di accedere a, copiare, elaborare senza scopo commerciale, nella massima misura possibile (tenendo conto dei legittimi diritti dei terzi) i contenuti dell'archivio RAI.
  • E in particolare:
    • assumere questo scopo tra le proprie funzioni ed obiettivi istituzionali,
    • adottare per il futuro le politiche di procurement dei diritti più utili per massimizzare il raggiungimento dello stesso scopo.


giovedì 11 gennaio 2007

Sfogo di odio sociale


La situazione è difficile, non so se sto esagerando, ma è difficile. Io la flessibilità sul lavoro la capisco, o almeno faccio finta di capirla, il mondo cambia, le persone cambiano e il modo di lavorare anche. Ma a me sembra che questa storia della flessibilità sia solo un modo, architettato non so da chi, per creare un ulteriore distacco sociale nei vari paesi dove piomba, o già esiste, l’economia capitalista. È improponibile un rinnovo contrattuale ogni 15 giorni, almeno qualche mese.

La cosa buffa che a parlar di flessibilità sono loschi individui, NOSTRI RAPPRESENTANTI, che, nella migliore dell’ipotesi, hanno qualche intrallazzo con un paio di banchieri o grandi industriali, i loro figli di PRECARIATO non sanno nulla, tanto il papi paga le tasse ad una facoltosa università e un giorno lo inserirà in qualche buon posto manageriale.
Mentre sto scrivendo, m’accorgo che tra quello che trascrivo e quello che sto pensando, emerge un po’ d’odio sociale, ebbene si, sto scrivendo spinto dalla delusione, l’incertezza del futuro, lo schifo nel veder coetanei che non hanno la benché minima idea di un’ora di lavoro, mentre da ragazzino mi toccava scaricare e mettere a posto le merci in una piccolo bottega. Non è invidia, odio magari si, le due cose sono ben diverse, infatti non invidio nessuno, nel senso cattivo della parola, al massimo:-Beato lui!-
Ma non provo invidia perché ci sono cose comprensibili solo da alcune persone e tra queste il “figlio di papà” proprio non ci sta; ah che belle soddisfazioni quando oltre il soldo non c’è nient’altro, in discussioni accese vedere i “figli di papà” cadere dal piedistallo, certo non è che siano tutti così, ma nella mia esperienza ho testato ciò.
Siamo tutti uguali, nasciamo tutti con le stesse possibilità. A queste cose ho creduto, e ancora rimane speranza, ma penso che non sia vero, non è vero che abbiamo tutti le stesse possibilità, chiedetelo a chi non ha fatto l’università per motivi economici, chiedetelo a chi DEVE lavorare mentre l’amico va in vacanza, chiedetelo a chi deve rinunciare a tante cose, anche a quelle futili(perché qualcosina di futile ci vuol pure nella vita), perché non ha i soldi, chiedetelo a chi non ha soldi per offrire da bere ad una ragazza, chiedetelo.

Il mondo cambia. Ma che significa? Siamo noi a cambiare, siamo noi a diventare sempre più indifferenti verso tutti e tutto; il mondo sta cambiando? Bene, ma prima o poi cambierà a favore dell’oppresso? Spero e mi auguro di si, altrimenti ha ragione un mio amico, la prossima guerra mondiale non sarà fra Stati sovrani, ma tra ricchi e poveri.

domenica 7 gennaio 2007

NonSoloMarx

Karl Heinrich Marx nato in Germania nel 1818, è stato il teorizzatore del comunismo.
La filosofia marxista è allo stesso tempo facile e difficile da comprendere, dipende da quale punto di vista la si vuole analizzare, da un punto di vista politico? No, non voglio! Economico? Neanche. Sociale? Neppure questo. Voglio discutere, e se mi si permette, criticare, un principio cardine, forse due, della dottrina marxista.
Karl Marx affermò che il “male” sulla faccia della terra si potrebbe eliminare, cioè per Marx sarebbe stato possibile estirpare le radici del male da un individuo, o, come disse esplicitamente lui, dalla società. In pratica, alla base del comunismo ci dev’essere un’eliminazione totale della malvagità nella società, perchè esso abbia seguito.
Ma come sappiamo il comunismo è stato, e forse(spero) lo è ancora, sinonimo della lotta di classe, e questa ha bisogno di rovesciamenti sociali che si ottengono con la RIVOLUZIONE.
Eliminazione del male e rivoluzione, tutto bello e romantico, ma perché allora dove si è provato ad applicarlo ne è uscito fuori un regime oppressivo e sanguinario? Perché le due cose, eliminazione del male e rivoluzione, sono inconciliabili fra loro e in più la prima non è fattibile, salvo interventi divini(per chi crede).
A peggiorare le cose è lo sfrenato entusiasmo per l’uguaglianza sociale che non ha mai dato spazio a profonde riflessioni nelle menti dei comunisti. Insomma il comunista DOC compie l’errore di fossilizzarsi su alcune idee magnifiche senza però porre una giusta discussione su TUTTA la teoria marxista, tralasciando quindi le contraddizioni in essa.

Uno scrittore socialista, Fëdor Michajlovič Dostoevskij, spiegò più che brillantemente come l’eliminazione del male non fosse possibile, ancor più con la rivoluzione, nel suo capolavoro “Delitto e Castigo”, nel quale Raskòlnikov, studente universitario, decide d’uccidere una vecchia usuraia, perché ritenuta dannosa per la società, e quindi se ne potrebbe fare a meno. L’usuraia rappresenta il male da eliminare e l’omicidio della vecchia l’atto rivoluzionario. Purtroppo accade che durante l’omicidio, il protagonista è obbligato ad ammazzare una testimone; dopo il fatto Raskòlnikov sarà tormentato dai dubbi e dai rimorsi, causa soprattutto l’omicidio della ragazza testimone che non rientrava nei suoi piani, in più dovrà sopportare la compassione e il dolore della sua innamorata. In quest’opera Dostoevskij volle spiegare che la rivoluzione avrebbe lasciato le sue conseguenze sulle vittime e loro familiari.
In un altro romanzo Dostoevskij analizzò il bene comune, o meglio l’altruismo, creando uno tra i personaggi più surreali della letteratura, che compie ogni azione solo ed esclusivamente per il bene altrui, sacrificando la propria persona, così facendo però si ritroverà a stare non con la donna amata, amore pur ricambiato, ma con un’altra donna, consapevole che con lui potrà dare sfogo ad ogni suo capriccio. L’opera in questione è “L’idiota”.

Essere di sinistra o meglio essere estremisti di sinistra non significa per forza di cose rispecchiarsi nella dottrina marxista, anzi, per fortuna la storia ci ha consegnato fior e fior di teorie di sinistra, ma purtroppo sembra che in politica oltre la socialdemocrazia vi sia solo il comunismo di Marx, dimenticando tanti altri socialisti e anarchici, molto più coerenti del tanto amato Karl Heinrich Marx.